Permessi studio : cosa sono e quando chiederli

Permessi studio : Diritto inviolabile

permessi studio

I permessi studio, come è previsto dallo Statuto dei Lavoratori per i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, sono permessi ove i lavoratori stessi possono usufruire di particolari agevolazioni per la realizzazione del diritto allo studio, allo scopo di elevare la propria cultura e di sviluppare le proprie capacità professionali. Possono fruire dei permessi studio tutti i lavoratori studenti iscritti e che frequentano regolari corsi di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, parificate, legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali. La disposizione si applica anche a coloro che frequentano corsi di formazione professionale

L’ammontare dei permessi studio viene stabilita dai singoli contratti collettivi nazionali, ma è ormai prassi abbastanza consolidata quella di concedere 150 ore di permesso in un determinato periodo di tempo, di solito un triennio. 

I permessi studio possono essere utilizzati esclusivamente per la frequenza dei corsi; questo vuol dire che sarà ammissibile la concessione dei permessi studio finalizzati a seguire un corso universitario, ma non per lo studio necessario alla preparazione dell’esame. Questo principio lo ha stabilito un’importante sentenza del tribunale di Milano.  Il datore di lavoro può richiedere le certificazioni comprovanti l’effettiva frequenza dei corsi. 

I lavoratori iscritti e frequentanti regolari corsi di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, hanno diritto ad essere inseriti in turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami. Inoltre, questi lavoratori non sono obbligati a prestare lavoro straordinario o durante i riposi settimanali. Sono inoltre previsti dei permessi giornalieri per sostenere i singoli esami. 

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